11/07/2016 Strisce blu sulla ex SS18: Errare è umano, perseverare è diabolico.

Con ordinanza n. 287 del 9 agosto 2014 dell’allora amministrazione Galdi, si istituirono le aree di sosta a pagamento lungo la ex SS 18, meglio conosciuta a Cava de’ Tirreni come la “via Nazionale”. Da subito, e per prima, l’associazione Cava 5 Stelle-Libro Bianco rilevò l’inopportunità della creazione sul tratto stradale di stalli di sosta a pagamento, e ne denunciò l’illegittimità per il fatto che il provvedimento non fosse emanato da una delibera di Giunta; come prevede l’art.7 comma 1 lett.f del Codice della Strada. Nello scorso mese di aprile, il Ministero delle Infrastrutture – Provveditorato interregionale per le opere pubbliche per la Campania, Molise, Puglia e Basilicata –Sicurezza stradale- notificò all’associazione Cava 5 Stelle Libro Bianco, al Comune di Cava ed alla Direzione generale per la sicurezza stradale di Roma del Ministero delle Infrastrutture di Roma , le sue conclusioni in ordine alla segnalazione che la stessa associazione aveva inoltrato nell’agosto del 2014. Nella sua prima relazione, il Provveditorato, non aveva lasciato dubbi sulla pericolosità di questi stalli di sosta, che se pur riconosciuti nelle dimensioni al limite dei minimi di legge consentiti,rappresentano un grave pericolo. Nella stessa relazione si evidenziò che, per come è conformata la strada, non è possibile suddividere la carreggiata in due corsie a causa delle ridotte dimensioni della stessa. Va garantita ed incrementata la sicurezza per: i pedoni in attraversamento sulle strisce pedonali, e gli utenti (conducenti o passeggeri) in salita e discesa dai veicoli in sosta a lato della carreggiata. Il Provveditorato aveva prescritto una serie di misure da adottare ,qualora l’amministrazione avesse ritenuto di voler mantenere in essere gli stalli di sosta sul lato destro della carreggiata. Al di là delle censure e delle raccomandazioni sulla sicurezza ,la relazione ministeriale aveva evidenziato, che nell’ordinanza n.287 del 09/08/2014 a firma del dirigente del 6 settore Ing. Antonino Attanasio e del funzionario della Polizia locale Ten. Michele Lamberti, NON era stato fatto alcun richiamo alla delibera di GIUNTA comunale che ,come prima ricordato, è un obbligo di legge. A sanatoria il Ministero aveva provato ad addurre, quale giustificazione , incorrendo però in errore, la circostanza che l’area in esame rientrava nella delimitazione di zona di particolare rilevanza urbanistica indicata nella delibera di giunta nr.28 del 27/01/2009 emessa, a suo tempo, dall’amministrazione Gravagnuolo e il cui proponente era l’attuale Sindaco Servalli, in qualità di assessore al ramo. Prontamente , il giorno 19 aprile 2016, l’associazione Cava 5 Stelle Libro Bianco aveva provveduto a segnalare, a mezzo Pec, al Ministero e per conoscenza allo stesso Sindaco Servalli l’inesattezza della tesi sostenuta in merito alla “delimitazione di zona di particolare rilevanza urbanistica”. Il Ministero, infatti, aveva tralasciato ,o ignorato, la circostanza che la citata delibera di giunta nr.28 del 27/01/2009 era stata revocata dalla stessa amministrazione Galdi, in data 29/07/2010, con provvedimento di Giunta comunale nr. 216. Nel contempo l’Associazione aveva provveduto a diffidare il Sindaco Servalli ,al ritiro immediato, previa sospensiva, dell’ordinanza n.287 del 09/08/2014 in quanto viziata da gravi illegittimità che ne decretavano la sua perdita d’efficacia. Questi i fatti fino ad aprile scorso. Ci saremmo aspettati che, con solerzia, la nostra amministrazione avesse dato seguito a quanto indicato e prescritto dal Ministero; tenuto conto che Egli stesso e il suo vice Nunzio Senatore, all’indomani della adozione di detta ordinanza da parte del sindaco Marco Galdi, ( allora erano consiglieri di opposizione) pubblicamente avevano sollevato alla illegittimità dell’atto, agitando un ricorso al Prefetto. Oggi, invece, a distanza di più di tre mesi dalla nota del Ministero, NULLA è successo. Immobilismo assoluto, disattese tutte le censure e prescrizioni suggerite stesso da coloro che gridavano all’illegittimità. In questi giorni, riscontrando la nostra ultima segnalazione, e constatato che quanto sosteniamo può essere riscontrato dagli atti, è arrivata una SECONDA nuova determinazione del Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche di Napoli-Ministero delle infrastrutture e trasporti. Il Provveditorato ci scrive che le suddette STRISCE BLU sembrerebbero essere fuori legge perché non conformi al dettato dell’art.7 comma 8 del codice della strada. Il Provveditorato ora è andato anche oltre, chiedendo spiegazioni e chiarimenti, circa le aree di sosta a pagamento che insistono sull’area del Trincerone, invitando il Comune a fornire rassicurazioni circa la risoluzione delle criticità per la sicurezza stradale rilevate nella nota precedente di aprile; che ricordiamo è stata completamente DISATTESA. Inoltre, il Ministero, ha richiesto la cartografia e la perimetrazione delle aree destinate alla sosta tariffata e non, che anche noi dell’Associazione avevamo ripetutamente richiesto due anni fa, ma non ci sono state mai fornite. Infine, il Ministero, ha chiesto al Comune di fornire le analisi del traffico che la legge prescrive come propedeutiche alla scelta di prevedere aree di sosta con tariffazione che nelle varie ordinanze vengono affermate come essere state eseguite. Quanto accaduto nelle ultime ore, conferma quanto da tempo la nostra associazione va gridando: i parcheggi lungo corso P. Amedeo ex SS 18, e l’area del trincerone sono ILLEGITTIMI. In giurisprudenza, quando un atto viene definito illegittimo ,e nel nostro caso insanabile, lo stesso viene revocato e perde la sua efficacia di legge. La nostra associazione, da anni si batte contro le vessazioni dei parcheggi a strisce blu per I cittadini, si pone una domanda legittima : quando l’atto DOVRA’ essere revocato in autotutela da parte dell’amministrazione o attraverso un ordine superiore, gli effetti che ha prodotto ,e che tuttora sta producendo, consistenti negli incassi che la partecipata sta facendo da due anni a mezzo con 4 parcometri installati in quell’area ,cosa ne sarà ? saranno restituiti ai cittadini o rappresenteranno un indebito arricchimento ? Questo è quanto chiederemo, a giorni, con un esposto al Prefetto, all’Autorità Nazionale Anticorruzione retta dal Dr. Cantone , e nel caso, all’Autorità Giudiziaria di Nocera Inferiore. Crediamo,fermamente, che si debba far luce su questa vicenda, come su tutto il “particolare rapporto” che lega le nostre Amministrazioni, passata e presente, alla partecipata Metellia Servizi. Come è possibile, che con le tante illustri competenze giuridiche, che hanno espresso ed esprimono le varie amministrazioni che si sono succedute al timone della città in questi anni , ricordiamo sindaci quasi tutti avvocati e/o esperti della materia giuridica; NESSUNO si sia reso conto della irregolarità amministrativa che si stava compiendo o peggio si è opposto solo quando gli faceva comodo? Quali sono le motivazioni , che hanno portato l’attuale Sindaco, a non porre rimedio alle irregolarità che lui stesso aveva fatto notare e che ora stanno emergendo in modo incontrovertibile ? Di questo, e di tanto altro, riguardante il rapporto con la partecipata che si occupa di ogni servizio pubblico a Cava, dovranno rispondere in primis nei confronti dei cittadini che, fiduciosi, li hanno eletti a rappresentarli.

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